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Roquebrune Cap Martin
La Grotta di Vallonnet

LA GROTTA DI VALLONNET
(source : Laboratoire du Lazaret)
GEOLOGIA

Situazione

La grotta di Vallonnet si trova a Roquebrune-Cap-Martin nelle Alpi Marittime. Si apre verso nord a 110 m d'altitudine, nelle piccola valle che nasce sulla collina di Roquebrune (detta anche gola di Vallonnet) e scende verso la baia di Menton. All’esterno si presenta come una piccola spaccatura triangolare, scavata nel calcare del Giurassico superiore e sormontata dal conglomerato di Roquebrune. La parte interna comincia con uno stretto corridoio di 5 m di lunghezza che emerge in una piccola sala di 4 m di largehzza e 5 m di profondità visibile. In realtà continua ad allungarsi nel calcare del Giurassico, come indicato da una picola cavità situata nella parte est, per una distanza ancor oggi difficile da stabilire.

 

Storia

La grotta fu segnalata nell’aprile del 1958 da René Pascal, membro della Associazione della Preistoria e Speleologia di Monaco, assieme a Louis Barral, custode del Museo di Antropologia Preisrorica di Monaco.

Dopo la scoperta di alcune ossa fossilizzate, visibilmente molto antiche, René Pascal cominciò sistematicamente a fare degli scavi e nel novembre 1961 scoprì l’osso femorale di un grande bovino che presentava delle rimozioni e delle tracce d’utilizzazione. Questa zona di scavo, oltre al suo interesse paleontologico, è un’area preistorica. La scoperta di alcuni pezzi di litio intagliati (asce, strumenti da taglio, schegge), tra cui uno in silice alloctono, indicano chiaramente che le grotta è stata frequentata dall’uomo.

Henry e Marie-Antoinette de Lumley cominciarono a fare scavi nella grotta nel settembre 1962 e nel 1963 il Ministro di Stato per gli affari culturali la classificò tra i monumenti storici del paese. Dal 1962 la grotta è protetta da una grata.

Dal 1962 al 1973, dodici campagne di scavi hanno permesso di raccogliere migliaia esemplari in osso, appartenenti ad una fauna abbondante e diversificata con affinità villafranchiane, ed alcuni pezzi in litio intagliati.
Apparso nel 1988, il tomo 92 de "L’'Antropologia ", da pagina 387 a 627, raccoglie i principali risultati già ottenuti.

 

La stratigrafia di riempimento

I depositi, costituiti da cinque strati successivi, sono stati datati con maggiore precisione. Lo strato stalagmitico di base o Insieme I risale a 1 370 000 anni fa ed è stato datato grazie almetodo ESR. Questa datazione ha permesso di confrontare il livello di sabbie marine, o Insieme II, con lo stadio isotopico 31. La stalagmite di fermatura, o Insieme IV, risale a 910 000 anni fa ed è stata datata grazie al metodo ESR e confrontata con lo stadio isotopico 29. lo strato argilloso, o Insieme III, che contiene gli oggetti ritrovati e la fauna, è stato confrontato con lo stadio osotopico 30, e risale a circa un milione di anni fa.

 

PALEONTOLOGIA
LA FAUNA DI VALLONNET

Il gruppo di grandi mammiferi le cui ossa sono state ritrovate nell’Insieme III, in associazione ad un’industria arcaica ritrvata sulle rocce ( Lumley H. de, Fournier A., Krzepkowska J. e Echassoux A., 1988), comprende già delle specie di epoca villafranchiane come Pachycrocuta brevirostris (la iena), Panthera gombaszoegensis (il giaguaro europeo), Archidiskodon meridionalis (l'elefante meridionale), Equus stenonis (il cavallo di Stenon), Sus strozzi (il cinghiale), Pseudodama nestii vallonnetensis (il piccolo Cervidé), Macaca sylvanus florentina (il macaco) e altre specie che annunciano il Medio Pleistocene come Ursus deningeri (l’orsi di Deninger), Canis lupus mosbachensis(il lupo di Mosbach), Stephanorhinus hundsheimensis (il rinoceronte), Bison schoetensacki (il bisonte) e Megaceroides cf. verticornis (il megacero, ruminante del quaternario). Recentemente sono state scoperte nuove specie: Homotherium crenatidens (la tigre con i denti a sciabola), Cuon stehlini (il dhôle) ...

Inoltre sono stati riconosciuti altri ossi di specie rappresentate da altri elementi dello scheletro: una falange distale di Macaca sylvanus florentinaet una zampa anteriore di Bison schoetensacki con connessione anatomica (omero, radio-ulna e metacarppo).

Questa fauna è caratteristica della transizione tra i due grandi periodi paleontologici del Pleistocene europeo. E’ possibile datare questo tipo di fauna tra la fine del perioodo Villafranchiano, e il periodo di rinnovamento delle specie che marca la fine del Peistocene inferiore, dovuta ad una degradazione climatica (stadio isotopico 30) e ad un’importante migrazione delle specie provenienti dall’Asia.

Le ossa ritrovate sono tutte rotte. Molte presentano delle fratture recenti sull’osso, delle perforazioni, delle tracce di denti di roditori (specialmente di porcospino). L'origine antropica di questi cumuli è sostenuta dallo studio archeozoologico, che mette in eveidenza le fratture delle ossa e i profili di mortalità dei grandi erbivori, e dalla scoperta dei 78 pezzi di litio che corrispondono all’attività industriale dell’uomo di Vallonnet.

 

TYPOLOGIA

L’industria scoperta grazie alla stratigrafia nella grotta di Vallonnet è costituita da pietre lavorate (asce e oggetti da taglio), da nuclei, da schegge per lo più non ritoccate e da oggetti per percuotere. La materia prima è il calcare di Marl proveniente da conglomerati del Miocene che si trovano sopra alla grotta e poi troviamo della silice. Questi utensili arcaici, poco elaborati, si ritrovano in tutti gli strati dei vari depositi, insieme elle ossa dei grandi mammiferi epivillafranchiani che a volte sono stati rotti, percossi o striati da coloro che ne facevano uso.

Tutti questi elementi testimoniano la presenza dell’uomo preistorico oltre un milione di anni fa in queste piccole cavità carsiche.


GEOCRONOLOGICA

Grazie alla scoperta della presenza dei grandi mammiferi, la grotta di Vallonnet si posizione alla fine del Pleistocene inferiore quando già esistevano delle forme arcaiche presenti dall’inizio dell’epoca quaternaria e delle forme nuove di origine asiatica. Questo periodo paleontologico si situa alla fine del Villafranchiano. Lo studio paleomagnetico indica che i depositi ricchi di fauna di Vallonnet sono contemporanei all’episodio di Jaramillo, databili a circa un milione di anni fa. Le datazioni assolute sono in grado di dare per gli strati stalagmitici una data che risale a 1.4 milioni di anni fa e per la stalagmite di fermatura 900 000 anni fa circa.


Plancher stalagmitique inférieur daté de 1,4 million d'années

Possiamo quindi supporre che la grotta di Vallonnet un milione di anni fa circa, abbia ospitato degli uomini preistorici, cacciatori o predatori, per un periodo relativamente lungo, in alternanza con il passaggio dei grandi carnivori come l’orso, la iena.

Mandibule de jeune hyène

Dent de félin machairodonte (homotherium crenatidens)

 

PALETHNOGRAPHIA
L'OCCUPAZIONE DELLA GROTTA DI VALLONNET

Uomini ed animali hanno probabilmente trovato rifugio nella grotta di Vallonnet, la questione oggi è cercare di stabilire secondo quale alternanza e di precisare il tipo di vita di ognuno di loro a partire dei resti dei loro pasti: in particolare le fratture e le tracce delle ossa. Dobbiamo imparare a conoscere meglio il comportamento dei carnivori presenti nella grotta di Vallonnet e provare a capire quale sia stata l’eventuale parte della iena, dell’orso, del lupo o dei felini nella consumazione dei resti degli animali ritrovati nella grotta.

(source : Laboratoire du Lazaret)

Città é villagi limitrofi :
Gorbio (8 km), Beausoleil (8 km) et Menton (2 km), Monaco (2 km)
 
 
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