MERCANTOUR (Roya Bévéra)
La fauna : Ricca e diversificata
Composta da grandi ungulati, piccoli mammiferi, uccelli, rettili, insetti, la fauna del Mercantour conta diverse centinaie di specie, tra cui alcune sono presenti sin dalla fine delle glaciazioni.
L'ombra dell'aquila reale si libra sull'alpeggio verdeggiante. In piedi sulle zampe posteriori, la marmotta fischia l'allarme. L'intera famiglia scappa verso le tane protettrici. Il re del cielo provisoriamente senza preda non teme la concorrenza del Gipeto che si nutre di ossa e di carogne. Scomparso dalle Alpi nel 1920, viene oggi reintrodotto nell'ambito di un programma internazionale.
A caccia dell'arvicola alpestre, l'ermellino s'infila con la sua gracile figura nella pietraia antracite. Penetrando il lariceto, rischia di incontrare il capriolo o il cinghiale... e forse il lupo. Arrivato naturalmente dall'Italia tramite la catena degli Appennini, la sua presenza è stata confermata nel parco alla fine del '92. Tutta la fauna costituisce per questo superpredatore un'abbondante riserva di cibo. Timoroso, fugge gli uomini che, speriamo, sapranno oggi meglio d'ieri, proteggerlo. Il camoscio apprezza i rilievi scoscesi mentre il suo cugino stambecco preferisce le ripidi pareti orientate al sole. Salvato dall'estinzione, quest'ultimo è stato oggetto dal 1923, di varie operazioni di reintroduzione sul versante italiano e di recente nella parte ovest del parco nazionale.
Il muflone, originario dalla Corsica, fu introdotto dai cacciatori prima della creazione del Parco.
La livrea estiva del timoroso lagopede, chiamato anche pernice delle nevi, lo dissimula facilmente nel disordine dei ghiaioni. D'inverno, cambia il suo piumaggio grigio-castagno contro un manto immacolato. Contrasto con l'austero abito nero del fagiano di monte maschio! Questo piccolo gallo cedrone, con gli occhi dominati di escrescenze carnose rosse, sceglie l'aurora per i suoi richiami amorosi primaverili.
Ai primi raggi del sole, la civetta di Tengmalm 11 termina le sue attività notturne e raggiunge il suo riparo diurne, probabilmente una cavità abbandonata da un picchio nero. Vicino al fiume, la salamandra macchiettata s'infila già con il suo corpo oblungo tra i ciottoli argentati in cerca di moscerini che ghermirà ingordamente.
Il biancone sorvola in silenzio le rocce al fine di trovare il rettile che gusterà mentre il gracchio che sbercia anima le valli tranquille. Nel caldo di mezzogiorno, la farfalla-pavone agita le sue ali di pizzo madreperlaceo.
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